FRUTTA ITALIANA RICHIESTA IN AFRICA. PRESTO UNA NUOVA MISSIONE

Si è conclusa sabato 9 aprile la missione in Italia di importatori dell’Africa Sub-Sahariana organizzata da Omnibus. Le principali tappe del viaggio sono state al Sud Scanzano Ionico, Basilicata, con la visita e i b2b a Asso Fruit Italia e al Nord Terlano, sede del Gruppo VOG, il principale produttore italiano ed europeo di mele. I delegati hanno incontrato i vertici delle due aziende, dal presidente di Asso Fruit Francesco Nicodemo al direttore generale di VOG Gerhard Dichgans con i rispettivi manager incaricati del business con l’Oltremare. La presa di visione dei prodotti e delle tecnologie ha particolarmente impressionato gli ospiti africani. I delegati hanno avuto modo di incontrare anche il presidente di FruitImprese Marco Salvi e, nell’occasione, di visitare gli impianti del Gruppo Salvi a Ferrara. Nelle vicinanze di Roma, prima di ripartire per i rispettivi Paesi, i delegati africani hanno voluto anche visitare gli impianti di kiwi di un’azienda della zona, la Frutti Felici di Velletri. Nel complesso è stata una missione ritenuta sia dai delegati che dalle aziende visitate, interessante. Almeno da alcuni contatti, sono state gettate le premesse per sviluppi commerciali concreti fin dai prossimi mesi.

I prodotti ortofrutticoli italiani più richiesti nell’area sub-sahariana dell’Africa (Sudafrica escluso) – secondo un sondaggio compiuto da Omnibus – sono nell’ordine le mele, l’uva da tavola, le pere e i kiwi. Le quattro aziende africane aderenti alla missione hanno confermato i risultati del sondaggio indicando nell’ordine: mele, uva da tavola, kiwi e pere ma hanno mostrato interesse anche per fragole e altra frutta. Alphonse Bayingana, proprietario e direttore di Baibus Limited con sedi in Rwanda e Mozambico, società multisettoriale che importa ortofrutta sudafricana in Mozambico, ha in progetto l’avvio di importazioni dall’Italia di frutta nel medio termine e ha giudicato i contatti avuti di grande interesse. Stephen Mintah, direttore generale del gruppo SPEG (23 aziende in Ghana) che esporta ananas in Europa e sbarca ogni settimana nei porti di Antwerp, Portsmouth, Port Vendre e Vado Ligure avvierà presto sulle navi di ritorno dall’Europa un import in prevalenza di mele e uva da tavola, pur dovendo studiare prima varietà e prezzi più adatti ai mercati ghanese e dell’Africa Occidentale. Suresh Kerai, manager della South Lemon Ltd di Nairobi, specializzata nell’import di ortofrutta da tutto il mondo, con contatti già avviati in Spagna e in Italia, ha mostrato interesse per tutti i prodotti presentati e per i diversi tipi di confezionamento. Allan Simiyu, direttore della Continental Fresh Produce Ltd di Nairobi, società esportatrice di avocado, mango e frutti della passione, volendo allargare le importazioni dall’Europa, partite nel 2015 con i primi carichi di mele, ha analizzato varietà, prezzi e condizioni logistiche.

In generale, è stata confermata l’impressione che la fascia dell’Africa che sta sotto al Sahara sarà un’area di espansione del commercio ortofrutticolo, sia in export che in import, nei prossimi anni. Cresce infatti il potere d’acquisto della popolazione e i previsti accordi economici e politici tra Stati saranno volano di sviluppo. La East African Community (EAC) per esempio, comunità economica tra Kenya, Tanzania, Uganda, Burundi, Ruanda e Sud Sudan con sede centrale ad Arusha, in Tanzania, ma il cui primo Paese di riferimento è il Kenya, ha già abbattuto le frontiere doganali e nel giro di qualche anno prevede l’introduzione di una moneta unica per un popolazione complessiva di 120 milioni di abitanti: un mercato grande ed omogeneo dove gli investitori di oggi potranno essere gli importanti player di domani.

Omnibus prevede l’organizzazione di una seconda delegazione dalla stessa area nella seconda metà dell’anno e una missione in Africa Orientale nel 2017.

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